Il Denaro e la Moneta

L'Argentarius

L'Argentarius era una figura professionale ben definita nella Roma antica - ma  troviamo figure simili anche presso altre civiltà - che a seconda del periodo e del luogo si collocava tra i mestieri del cambiavalute, del banchiere ante litteram, del prestatore di denaro e dell'ufficiale addetto alle aste pubbliche.

Era un professionista (trattando con il denaro non si poteva improvvisare!) che non godeva generalmente di eccellente fama presso i suoi contemporanei perché, in nome dell'arricchimento e del profitto, non esitava a rovinare chi gli si rivolgeva per un prestito.

Il denaro nell’antica Roma, a partire dal III sec. a.C., aveva la forma di monete di metallo prezioso; argento, oro ma anche rame o bronzo per i pezzi di minor valore e di uso quotidiano.

Sotto stretta vigilanza statale (del Senato prima e dell’Imperatore poi), le monete erano prodotte a Roma e nelle altre città che erano autorizzate a battere moneta, in “zecche” che i romani chiamavano “Officine monetali”.

La prima zecca di Roma si ritiene si trovasse sul Campidoglio, accanto al tempio dedicato alla dea Giunone Moneta, cioè "ammonitrice" (dal lat. monere – avvertire) poiché secondo la leggenda, durante l’assedio di Roma da parte dei galli nel 392 a.C., le oche sacre alla dea avvisarono i difensori romani di un imminente attacco notturno del nemico, permettendo così la difesa del colle condotta da Marco Manlio Capitolino.

In segno di gratitudine i romani eressero il tempio sul colle stesso; la vicinanza dell’edificio di culto con la zecca ha finito, nel tempo, per dare il nome alla moneta, creando in tal un binomio inscindibile tra la divinità e la moneta: aedes atque officina Monetae (Liv. VI 20, 13)

La produzione avveniva mediante l’utilizzo di conii in cui un tondello, del giusto peso di metallo prezioso, veniva “battuto” in monete vere e proprie al termine di un processo di produzione, tecnico ed amministrativo, ben definito ed accuratamente regolamentato.

La moneta più diffusa, apprezzata e longeva della monetazione romana è il Denario d’argento, da cui deriva la parola “denaro” che utilizziamo ancora oggi.

Repubblica Romana, Aes Grave, circa 216  a.C.​
Asse di riduzione semilibrale
D/ Testa laureata di Giano barbato 
R/Prora di nave a destra, in alto I
Riproduzione realizzata da Mos Maiorum sulla base del calco in gesso di un originale

Battitura della moneta.

L'associazione Mos Maiorum guida il visitatore attraverso la storia della moneta e dei cosiddetti pre-mometali nel mondo romano e pre-romano e riproduce l'attività di battitura con un conio di riproduzioni di un denario originale datato 103 a.C. (sotto).

Repubblica Romana, Q. Minucius M.f. Thermus, 103 a.C.​
D/ Testa elmata di Marte a sinistra;
R/Soldato romano che combatte nemico, soldato caduto al centro, Q•TERM MF in esergo

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